
Edward Rutherford, pp. 776
Oscar BS Mondadori, EURI 12
Ho comprato questo romanzo desideroso di leggere un testo corposo sulla grande Storia, quella fatta di eserciti, battaglie, tragedie, eroi e magari incursioni nella costruzione mitologica. L' Irlanda mi pareva la cornice perfetta per un bel romanzone ai confini con l'epica. I Principi d'Irlanda è invece una collezione di piccole storie che si intrecciano attraverso circa quattro secoli le vicende di un gruppo di famiglie nella regione di Dublino, inutile dire che la mia fame letteraria di intrighi politici e mattanze belliche è rimasta dolorosamente insoddisfatta. L'Irlanda, i conflitti tra i suoi dominatori e aspiranti tali e lo sviluppo urbano di Dub Linn, lo stagno nero, costuiscono la trama di sfondo, il paesaggio più ampio che muta attraverso i secoli al ripetersi delle vicende minori: amori, matrimoni, commerci, inganni e qualche scontro tra principi e ribelli. Scritto nella lingua semplice e universale dei Best Sellers, si legge facilmente in discreta simbiosi con l'ombrellone e il caldo estivo. In questo il ricambio continuo dei personaggi da un capitolo all'altro aiuta ad evitare l'effetto mortale di altri libroni medioevali ad alta tiratura, dove si giunge a pagina 800 per puro masochismo (yes mr. Follet, I'm speaking with you ).
Ha un seguito, I Ribelli d'Irlanda, che di sicuro non leggerò.
Voto: 5.5