Ozia

non è un litblog, è soltanto la roba che finiamo per leggere...
giovedì, 04 giugno 2009

Cristalli sognanti

cover
titolo: Cristalli Sognanti
autore: Theodore Sturgeon
editore: Arnoldo Mondadori (collana "urania collezione", numero 28)
traduzione: Giampietro Calasso
pagine: 210
prezzo: € 4,90
ISSN: 117216427
iniziato il: 26/11/2006
terminato il: 29/11/2006
parla di:  

Su questo libro i pareri sembrano tutti concordi: un capolavoro.
Su Sturgeon in particolare l'opinione comune e corrente è che si tratti di un genio.
In generale non è che sia troppo avverso a queste valutazioni... voglio dire, la sua storia personale mi sembra interessante, e i suoi libri sono tutti particolari, solo che.... non mi piacciono mai fino al punto di convincermi.
Esistono ovviamente "bei libri" che non mi piacciono: purtroppo i libri di sturgeon ricadono solitamente nella categoria.
Probabilmente li ho letti troppo superficialmente, tutti, incluso questo, o più probabilmente non mi basta siano stati scritti nel '50 per renderli capolavori (per me un capolavoro resta un libro scritto anche anni, decenni, secoli fa, ma che mantiene intatto tutto il suo fascino fuori dal tempo... nel campo della SF questo è più difficile che per altri generi, ma non mancano illustri esempi; sinceramente non mi sembra questo il caso: il libro è carino, non è stupido, non è superficiale, ma... mi "suona" come datato, non so perchè, forse perchè è "tutto ambientazione", ma il saper dare un'impronta e un'atmosfera, da sola, non basta). Il tutto "a gusto mio" comunque, questo è ovvio.

Se dovessi stilare una classifica fra quelli qui recensiti, di sicuro Nascita del superuomo ha saputo prendermi maggiormente, mentre Venere più X, I figli di medusa, e questo Cristalli sognanti sono rimasti ad un livello decisamente inferiore. Ho trovato Cristalli sognanti sinceramente un po' scontato... come gli altri libri dello stesso autore sopra elencati: scorre via molto veloce, con una scrittura molto semplice e lineare, che difficilmente riesce a stancare, e di sicuro non richiede piu' di un paio di giorni per arrivare a conclusione.

Lo so che per qualcuno sarà un'eresia, l'autore è fra i piu' citati della SF, ha molti fan osannanti, qualcuno sarà pronto a mostrarmi l'esistenza di un solido parallelismo fra la filosofia di vita del protagonista del racconto e la piu' criptica dottrina filosofica tedesca dell'800 ...ci sto, mi sta bene, ci credo, non ho detto sia banale, e sono convinto abbia molti livelli di lettura: il libro ha un suo perchè, va inquadrato negli anni in cui è stato scritto, nella storia personale dell'autore, nel messaggio che vuole mandare, va capito, ma.... ma da lettore e non "studioso", da persona che vuole solo una storia senza doversi andare ad aprire un manuale, e che si aspetta sia questa a comunicare qualcosa, non che sia io a "doverci leggere dentro" cose, preferirei avere anche un livello di lettura superficiale che risulti già intrigante di suo. Invece a me è sembrato quasi il classico libro "da ombrellone": da concludere nelle ore libere, lettura veloce mordi e fuggi, un po' come un film di cui fin dalle prime battute hai già intuito il finale, ma non ti dispiace lo stesso arrivarci (a patto però di non metterci troppo).

Voto: 4
postato da: joeCHiP alle ore 14:23 | link | commenti (6) | commenti (6)
Autori e generi: 2006, mondadori, sturgeon, collana urania collezione
giovedì, 21 maggio 2009

Crypto - I Ribelli Del Codice In Difesa Della Privacy

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titolo: crypto - i ribelli del codice in difesa della privacy
autore: steven levy
editore: ShaKe Edizioni Underground (collana "cyberpunkline")
pagine: 352
prezzo: € 17,50
ISBN: 88-86926-81-2
iniziato il: 13/11/2006
finito il: 26/11/2006
parla di: crittografia e libertà

Quando ho confessato a G. d'aver abbandonato la lettura di Crypto, vinta dal rimorso per avermelo regalato, e per ottenere il mio perdono, ha insistito per prestarmi quest'altro Crypto: di argomento "simile" solo nel titolo dato che a differenza del libro di Dan Brown questo di Levy non è un romanzo quanto piuttosto una ricostruzione storico-giornalistica dell'avventura crittografica degli anni '60 (e a seguire), delle scoperte e dei risvolti sociali, politici ed economici, della crittografia computerizzata come oggi la conosciamo, devo dire che mi è piaciuto decisamente di più. I due libri parlano in effetti due lingue completamente diverse: Brown punta al puro svago, Levy all'impegno sociale e politico.

Oggi se ne parla poco, fa scalpore a giorni alterni (un giorno ci si indigna, e presto si dimentica), ma l'argomento di questo Crypto è non solo interessante, quanto ancora attuale.
Il grande tema non è la crittografia in sè, quanto lo scontro di interessi spesso contrastanti fra Stato e Individuo, privato cittadino. Lo Stato ha il diritto/dovere di proteggersi, questo è ovvio: il lavoro di spionaggio e intelligence è indispensabile per la sua sopravvivenza, ma lo stesso vale per i cittadini... solo che, in questo caso, da cosa ci dobbiamo proteggere? Ha senso proteggersi anche "dal proprio stesso Stato", quando questo invade la nostra privacy e i diritti che riteniamo naturali e acquisiti (a dire il vero mi risultano più di tradizione anglosassone che mediterranea, ma poco importa)? Se la risposta è , eccoci all'empasse, alla teoria del complotto, ai dubbi morali ed etici. Però alla fine è anche questa la linea di confine fra una democrazia e una tirannia: la libertà concessa agli individui nel mantenere confidenziali i propri scritti, pensieri, opinioni.

Negli anni '60 negli USA era reato federale, pena l'arresto, persino parlare di cifratura: lo Stato ne aveva il monopolio assoluto. Poi sono stati i pionieri, le lotte civili, le nuove scoperte dei privati cittadini, lo spirito degli anni '60 e '70 (e perchè no: anche lo sviluppo della rete e del commercio elettronico, che hanno infine ribaltato qualsiasi punto di vista) ...ma a conti fatti tutto è cambiato affinchè poco cambiasse. Ancora oggi utilizzare un sistema di cifratura sul proprio PC è considerato spesso "una aggravante" o un motivo "di maggior sospetto" dagli inquirenti, non solo in America, quasi una colpa. Se io spedisco un'email ad un collega o amico, cifrandola in modo tale che solo lui la possa leggere, non sto facendo valere un mio diritto alla privacy ma evidenzio il fatto che "ho qualcosa da nascondere", anche da noi. E non solo nei processi o indagini, è anche il sentire comune. Non sono molto cambiati nepure gli Stati: l'Italia ad esempio è fra i più grandi promotori di "grande fratelli" e simili, con azioni lobbistiche sia in Europa (dove spinge per la chiusura di traffico rete, per il monitoraggio, per il controllo) sia in casa (qualcuno si ricorda forse il Super Amanda Telecom? le inchieste de L'Espresso? lo scandalo suscitato? o sono davvero bastati un paio d'anni per dimenticare?).
Nel '93 (ma l'idea sopravvisse fino alla fine degli anni '90), il democratico Clinton promosse il "Clipper Chip", un chip sotto il controllo dell'NSA da installare "in ogni apparecchio elettronico": per cifrare, da una parte, e permettere un facile "monitoraggio da parte dello Stato, anche dei dati cifrati", dall'altro. La società "libera" americana si mobilitò e l'ebbe vinta, non senza fatica, grazie anche all'industria che non s'accordò sugli standard d'implementazione. Non così anni dopo, con il repubblicano Bush, cioè ai giorni nostri: tutti abbiamo accettato chip TPM e l'idea di base del "Trusted Computing", e cioè che i costruttori di hardware tramite chiavi crittografiche possano riconoscere e decidere cosa è "giusto" e cosa "non è giusto" fare con i nostri PC, palmari, portatili, telefonini, cosa possiamo installarci, hardware o software, come possiamo usarlo... senza che si possa più avere voce in capitolo come "proprietari" dell'apparecchio: scandalo appena se ne parlò, mobilitazione immediata, qualche mese di mail allarmistiche, e poi... resa, disinteresse, dimenticanza. Anche nel libro si citano episodi simili.
La "lotta" (il virgolettato è d'obbligo) in questo campo è sempre di pochi, e ìmpari... la maggior parte, noi, abbiamo troppo altro per la testa per star dietro a queste beghe, eppure è grazie a fissati di questo tipo, paranoici, disadattati, teorici del complotto, che abbiamo oggi il commercio elettronico, la possibilità (fosse anche solo teorica poichè nessuno di noi ha per fortuna la necessità di mettere questo diritto veramente alla prova) di difendere la nostra privacy, che abbiamo strumenti per essere "cittadini" di questo mondo digitale e non "sudditi" sotto il controllo completo e costante dello Stato, o di altri.
Questo almeno l'assunto dell'autore.

Il libro riporta fedelmente la nascita e l'evoluzione della crittografia che oggi utilizziamo e conosciamo, sostanzialmente diversa da quella classica, e soprattutto concede ai curiosi uno sguardo smaliziato ai veri protagonisti: professori, scienziati, paranoici, militari, dissidenti...
I reportage di questo tipo mi sono sempre piaciuti, purtroppo Crypto pecca un po' quanto a capacità di mantenere alto l'interesse: l'impressione che ho avuto è che, se non avessi avuto già una mia idea che m'interessava approfondire, e una mia propensione alla materia, avrei potuto facilmente catalogare molti dei suoi capitoli come "noiosi", e ad essere sinceri qualche decina di pagina in meno qui e la, non sarebbero state una grossa perdita.
L'autore è lo stesso di "Hacker, gli eroi della rivoluzione informatica", fanatico e fautore della controinformazione, da cui è subito chiaro che il punto di vista non è proprio "neutro"; la ShaKe d'altra parte è una casa editrice che nasce come cooperativa di sinistra con spiccate simpatie (spero non si offendano se la "classificazione" è sbagliata) punk e anarchiche. Da una casa editrice "contro il potere" e un autore "di controinformazione" per cui i ribelli sono "eroi", è insomma improbabile salti fuori un testo troppo obiettivo e che prenda in considerazione anche versioni diverse dalla propria, o che possa essere apprezzato anche da chi non è già della stessa idea. Improbabile ma non impossibile, e infatti in questo caso ci siamo parecchio vicini, perchè tutto è ben documentato.... Purtroppo però lo stesso aver fra le mani un testo semi-sconosciuto pubblicato su una casa editrice minore, da un autore di parte che ci tiene a sottolineare come i suoi resoconti sono sempre dissimili da quelli ufficiali, risulta un limite, e quasi fa perdere credibilità al tutto, così che dopo la lettura poco rimane. Ed è davvero un peccato.

Voto: 5.5
postato da: joeCHiP alle ore 10:49 | link | commenti | commenti
Autori e generi: shake, 2006, levy
sabato, 16 maggio 2009

Crypto

cover
titolo: Crypto
autore: Dan Brown
editore: Mondadori
pagine: 427
prezzo: N/A (mi è stato regalato)
ISBN: 88-04-55987-X
iniziato il: 07/11/2006
interrotto il: 12/11/2006
parla di: spionaggio e lotta al terrorismo, sicurezza mondiale e libertà personali nell'era internet e della connessione globale

Dan Brown non è il mio autore preferito, e questo penso non sia un segreto, eppure da questo libro mi aspettavo qualcosa, se non altro perché mi è stato regalato (G&S: grazie comunque per il pensiero ;-).
Putroppo ne sono rimasto molto deluso.

Ora non voglio dire che il libro sia orrendo, perché questo è sempre una cosa sbagliata da dire... però... non mi riesce proprio di parlarne bene: a me personalmente non è piaciuto per nulla, e alla fine (caso più unico che raro) sono arrivato al punto da rinunciare alla lettura, abbandonandolo dopo pochi giorni.
Più forte di me: la storia troppo inverosimile, i personaggi ridotti a "macchiette", troppi stereotipi, ambientazione troppo sballata, morale troppo aliena... neppure da un film di James Bond mi sarei aspettato una caratterizzazione dei personaggi così scontata.
Sarà che ne capisco qualcosa (neppure troppo) dell'argomento, ma pure se l'autore s'è informato e ha studiato matematica e crittologia prima di intraprendere la stesura, è evidente che la preparazione non è stata poi così approfondita: errori e assurdità matematiche ovunque, ma carina l'idea di un "messaggio cifrato" nascosto nel libro stesso (però una volta che questo è stato pubblicizzato, e si perde l'occasione di accorgersene e scoprirlo da soli, perde anche tutto il suo fascino... inoltre nessun traduttore s'è arrischiato a replicare la cosa in lingua non inglese, per cui o lo si legge in originale o niente... e allora scusatemi ma me la devo prendere anche con la traduttrice -rispetto per la categoria che di solito difendo e ammiro profondamente- la quale immagino non sia stata correttamente indirizzata dall'autore o dall'editore), peccato Brown zoppichi persino nella scelta della tecnica di cifratura, utilizzando un improbabile "quadrato di cesare" (che a quanto ne so inventa lui nel libro attribuendolo al noto imperatore) e non l'originale "cifrario di cesare" che tutti conoscono... Ok, può starci comunque... sottigliezze...
 
I personaggi: la lei di turno è la più brillante mente matematica del pianeta, e fin qui può starci, ovviamente già super-mega affermata e responsabile della divisione crittologia dell'NSA ad adolescenza appena conclusa, e già questo può starci meno... ovviamente non è racchia e con gli occhialoni nè gobba alla Leopardi, ma una stangona mozzafiato più in forma di Marion Jones dopata e più smaliziata di Sarah Jessica Parker quarantenne, e qui abbiamo raggiunto il fondo: niente contro le belle donne (ci mancherebbe!) e basta con questi stereotipi che le menti geniali sono solo dei topi da laboratorio timidi e deformi (basta frequentare una qualsiasi università per rendersi conto dell'esatto contrario), ma non puoi metter su un personaggio che in ogni campo -come Automan- "in una scala da 1 a 10, puoi pensare a me come un 11", e sperare di renderlo credibile (non senza il simpatico "cursore" che lampeggia intorno, almeno)... L'immagine mentale che me ne sono fatto in poche pagine è di lei che esce dall'acqua con il bikini e l'avvenenza di una nuova Ursula Andress, mentre detta al cellulare la soluzione complicatissima del più grande enigma crittografico della storia, che nugoli di scienziati alle sue dipendenze -ignobili nerds- rinchiusi in un laboratorio da mesi non riescono proprio a risolvere, ignorando l'auto extra-lusso con la quale l'autista del miliardario spasimante di turno le sta recapitando centinaia di rose rosse, per girarsi invece e andarsene nella sua Mini fashion, ma sportiva, dal fidanzato frescone, professore esperto di linguistica, ma ovviamente al cospetto del quale Schwarzenegger scompare...
il vero genio comunque non è lei, né lui (perché il fidanzato frescone nel libro esiste, ed è esattamente come appena descritto...), ma un matematico giapponese di nome Ensei Tankado (devo dirlo che è portatore di handicap dalla nascita a causa delle radiazioni di Hiroshima? o il sillogismo giapponese⇒atomica⇒ce l'ha con l'america è troppo scontato?). Ovviamente in quanto non americano "non capisce" e per "troppo buonismo" commette il più grave degli errori: mette nei guai l'NSA tirandosene fuori e diffondendo un algoritmo con il quale si possono creare messaggi "matematicamente impossibili da decifrare". Ora, a parte che "Tankado" sembra neppure esistere come cognome giapponese (non vorrei sbagliare, non conosco affatto la lingua, ma qualcuno mi ha fatto notare che per un orientale suonano come una serie di vocali e consonanti buttate li a caso...), e che le due parole "matematicamente" e "impossibile" stanno molto spesso male insieme in questo campo... ma lasciamo perdere... non voglio discutere del merito (d'altra parte è un romanzo, puoi prenderti le licenze poetiche che ti pare...) ma il "problema" è che nel romanzo lo scopo dell'NSA è, ovviamente, decodificare tutti i messaggi in transito nel mondo, e ovviamente l'assunto di tutti i protagonisti, e dell'autore, e -do per scontato- deve esserlo anche dei lettori altrimenti la storia non ha alcun senso, è che questo sia "giusto" e "auspicabile", mentre quest'orientale senza midollo mette in crisi tutta la "guerra al terrorismo" rendendo vani gli sforzi dell'NSA per un mondo migliore permettendo a chiunque (orrore!) di non essere intercettato (ma scherziamo?!) utilizzando il suo algoritmo, in grado di mettere in ginocchio il "grande fratello" americano che lui stesso ha aiutato a creare.
Problema: solo il giapponese può tiraci fuori d'impiccio, con la chiave di decifratura del suo algoritmo indecifrabile (?!), ma... -tadàn!!- è morto! Come? Perchè? E ora? Come si disinnesca l'algoritmo? Come si salva il pianeta dall'estinzione? Da qui: via alla ricerca di una soluzione che possa garantire la salvezza dei giusti, via ai personaggi secondari altrettanto inverosimili, aiuto scienziati, marines, uomini d'affari, mercenari, esperti di sicurezza e hacker informatici ... insomma: da qui in poi, via alla spy-story.
Io invece -scusatemi- qui mi sono fermato.
Non perchè Brown parla della Spagna, dolce paese mediterraneo, come una terra di nessuno pericolosa e da evitare (insomma, terra incognita... il che per un americano magari può essere, ma per un europeo è difficile da accettare come credibile), non perché matematicamente l'assunto del libro non sta in piedi, o perché parla di crittologia come io potrei parlare di futurismo russo (è... russo giusto? ah si? c'è davvero altro?), o perché i personaggi sono talmente inverosimili e "perfetti" da renderli insopportabilmente falsi, ma perché l'unica reazione che potrei avere ad un "sai, un pazzo giapponese ha messo fuori uso tutti gli echelon del pianeta" è: "meno male!" e non "cavolo! fermiamolo! corri, presto! l'aereo!". Insomma: non potrei mai avere lo spirito adatto per apprezzare questo libro: non l'ho capito e non credo di poterci riuscire.

Sono sicuro che a molti potrebbe piacere, e sarà piaciuto, se a quasi tre anni dalla prima pubblicazione in italia viene ancora presentato in bella mostra sugli scaffali, in più edizioni (dalla tascabile economica alla rilegata). Ma personalmente, è un libro che ho chiuso con la ferma intenzione di non riprendere in mano mai più.

Liberi di rispondere che è un bel libro e che l'ho solo frainteso, non mi offendo.

Voto: 2
postato da: joeCHiP alle ore 10:44 | link | commenti (1) | commenti (1)
Autori e generi: 2006, dan brown, mondadori
venerdì, 04 gennaio 2008

Omon Ra

COVER

titolo: Omon Ra (tit. orig.: "Омон Ра")
autore: Viktor Pelevin
editore: Mondadori (collanda "Strade Blu")
traduzione: Katia Renna, Tatiana Olear
pagine: 168
prezzo: € 10,33
ISBN: 88-04-46045-8
iniziato il: 13/10/2006
finito il: 22/10/2006
parla di: la corsa allo spazio nella russia sovietica

Premessa: Omon Ra è a mio personalissimo avviso un romanzo bellissimo.
E' stato il primo racconto "lungo" di Pelevin, conosciuto fino a quel momento soltanto per le sue storie brevi (leggasi Luci Blu e Mitragliatrice d'Argilla), ed è stato anche lo scritto che ne ha determinato l'ascesa nell'olimpo russo e americano degli scrittori: subito tradotto in inglese, è stato eletto "miglior libro dell'anno" da settimanali quali Newsday e Spin per il 1999 e gli ha garantito un successo planetario (dove per "planetario" ancora una volta si deve intendere: Russia, sua terra d'origine, Stati Uniti, mecca degli scrittori emergenti e centro nevralgico dell'editoria e della critica contemporanea, e alcuni paesi della vecchia europa, in quanto colpiti di riflesso dall'onda di marea causata da tanto clamore). Il libro è stato tradotto in meno di un anno in 12 lingue. In Italia, ovviamente, è stato pubblicato con un po' di ritardo...
Su Pelevin consiglio sempre e di nuovo di informarsi. In patria qualcuno all'inizio l'ha stroncato, per poi esaltarlo presentandolo come un vero evento generazionale (i suoi piu' grandi lettori ed estimatori sono i giovani russi), all'estero le critiche entusiastiche si sono sprecate (paragoni con Gogol', Bulgakov, Kafka, Borges, fino all'ormai famosa definizione del Times: "un Nabokov psichedelico per l'epoca del cyber"). In Italia la mia impressione è che ancora resti tutto sommato un autore di nicchia, anche se i suoi racconti sono pubblicati da diversi anni nella bellissima (e diffusissima) collana Strade Blu di Mondadori. Ma più che solo informarsi, consiglio sempre e di nuovo di leggerlo, possibilmente farsi un'idea propria, genuina, prima ancora di perdersi nelle critiche alle sue opere. Secondo me è fra gli autori che possono "far crescere" un lettore. Ammetto che a volte, spesso, non è una lettura semplice, e sicuramente è il classico autore che andrebbe letto in originale (per chi conosce il russo). Le allusioni, i richiami, i riferimenti alla realtà sovietica permeano quasi ogni pagina dei suoi scritti ed è difficile, se non impossibile coglierli per chi è nato e cresciuto "al di qua" della cortina di ferro se non si è un esperto di quella storia e di quella cultura (nonostate il preziosissimo lavoro delle traduttrici, le note semplicemente non bastano). Nonostante ciò, nonostate -penso- non si possa apprezzare "appieno" nella versione tradotta che ci è accessibile, è un autore che ti lascia qualcosa. Potrà piacere o non piacere, ma andrebbe provato.
Un aspetto affascinante del suo lavoro e della sua vita è che ogni suo romanzo è come se fosse stato scritto "in un'epoca diversa". Questo perché Pelevin ha vissuto appieno il disfacimento e la caduta dell'Unione Sovietica, il tentato golpe del '91, l'epoca Eltsin, poi l'ascesa del capitalismo brutale, infine la modernizzazione, e oggi l'autoritarismo presidenziale. In ogni suo scritto, il paese che aveva attorno era un altro paese. E per una volta non è una metafora: le Russia è stata davvero per molto tempo, ed è ancora oggi, senza preavviso da un giorno all'altro, un paese completamente diverso da se stesso, giorno dopo giorno. Come scrive egli stesso ad esempio di Omon Ra: "Ho fatto appena in tempo a scrivere questo romanzo, ho messo il punto alla fine dell’ultima pagina e il giorno dopo l’Unione Sovietica si è sgretolata. Penso sia stato letteralmente l’ultimo romanzo sovietico". Parlando di Vita degli Insetti: "di giorno in giorno cambiava tutto, un periodo di contraddizioni in cui non si capiva più se eravamo una società capitalista o altro". Per Il Mignolo di Buddha si puo' parlare di "periodo romantico" (come è stato ribattezzato dagli intellettuali russi l'ultimo periodo dell'epoca Eltsin). Babylon è stato scritto nel periodo forse di maggior democratizzazione, in Dialettica di un Periodo di Transizione dal Nulla al Niente riflette sulla russia di Putin, e così via. Questo turbinare di eventi e aspettative e emozioni e cambiamenti non sono mai citati direttamente ma influenzano l'umore, i comportamenti, la psicologia dei personaggi. Il risultato è a dir poco interessante. Appassionato di filosofie orientali e buddhismo zen, queste permeano ogni suo racconto: le storie sono spesso oniriche, grottesche, fantastiche, noir, metafisiche. In una bella recensione ho trovato la frase "Il tema postmoderno della sparizione della realtà è elaborato in senso nuovo: la metafisica sovietica si rovescia nel vuoto buddista". E' vero, e in alcuni suoi lavori come Il Mignolo di Buddha è un'esperienza devastante, ma è forse più di così: come nelle filosofie orientali dell'eterno divenire, è un rovesciarsi continuo, un fondersi e un confondersi dell'uno nell'altro senza che la ruota si fermi mai veramente.

Ho letto questo libro più di un anno fa, quindi non entrerò in dettaglio nella storia (non lo farei comunque come non l'ho mai fatto...). Posso scrivere di quello che mi è rimasto, e ciò che mi è rimasto può essere riassunto come: emozioni e immagini. Flash di situazioni grottesche sull'orlo della follia, che sono normalità in un mondo che ha perso il senno. Metafore che prendono vita. E' difficile rendere l'idea senza citare direttamente qualche porzione del testo, cosa che qui non voglio fare. Mi resta ad esempio l'immagine del protagonista legato su un letto, in una scuola che è anche ospedale e altro, che scopre cosa significa "insegnare con l'esempio" sulla pelle dei suoi fieri compagni di corso, o un'altra di lui piegato su una bici a pedalare follemente verso il niente, così come l'eco forte dei suoi pensieri e delle sue convinzioni che risuonano nel vuoto, l'assurdità dell'intera epopea che si trova a vivere e l'inganno nell'inganno nell'inganno, che risulta verità acquisita. Qualcosa che vale la propria vita. Un mondo nel quale nessuna vita ha alcun valore, eppure l'intero mondo non è altro che "un artificio" per innalzare la propria consapevolezza e coscienza. L'"inutile sacrificio" come l'unica cosa sensata da realizzare e accettare.
     "Il protagonista, Omon-Ra (il reparto speciale di polizia "Omon" e
      la sigla della "Rossijskaja Armija" suonano in russo come "Amon Ra",
      il dio egiziano del sole) fin da bambino sogna di diventare astronauta.
      Si iscrive all'accademia militare..."
...ma alto e basso si confondono, e per raggiungere le stelle bisogna scendere dentro se stessi...
Leggendolo ho trovato sorprendente l'accettazione di un mondo completamente assurdo da parte del protagonista. Ma ripensandoci oggi: per noi è veramente diverso? Il mondo che accettiamo tutti i giorni, è veramente logico, coerente? Le richieste che ci vengono poste, i sacrifici che facciamo per raggiungere le nostre mete, hanno davvero uno scopo, o questo viene creato dal nostro stesso sacrificio e solo con questo acquista un significato...? Spesso ci capita di metterci completamente in gioco per il raggiungimento di un qualcosa che... a ben guardare non esiste... e l'unica cosa che otteniamo davvero è una maggiore consapevolezza di noi stessi durante questo divenire, un prenderne coscienza che ci forgia... Pelevin attacca spietatamente ogni retorica, mostra il suo lato grottesco e tragico e comico e triste... ma non scrive mai "è assurda e pertanto va combattuta", nessun suo protagonista alla fine lascia un segno tangibile nel proprio mondo, lo cambia davvero: semplicemente apre gli occhi e lo vede per quello che è. Si ribella forse, lo combatte a volte, ma facendolo ne rimane comunque parte, ne segue comunque le regole. Non c'è alcuna retorica che possa essere abbattuta, assurda regola che possa essere cambiata. C'è il nulla, oltre quello: l'alternativa alla realtà è il nirvana, l'annullamento del tutto, non una realtà diversa o migliore. E forse l'idea che rimane è proprio che la messa in scena non è solo una pantomima della verità: è davvero essa stessa l'unica realtà, in questa come in ogni società umana.

Voto: 7.5
postato da: joeCHiP alle ore 02:33 | link | commenti (6) | commenti (6)
Autori e generi: narrativa straniera, 2006, pelevin, mondadori, collana strade blu
domenica, 02 dicembre 2007

Cittadino della galassia

[COVER]
titolo: Cittadino della galassia
autore: Robert A. Heinlein
editore: Arnoldo Mondadori (collana "urania collezione")
pagine: 314
prezzo: € 4,90
ISSN: 17216427
iniziato il: 07/10/2006
finito il: 12/10/2006
parla di: come un uomo trova la sua posizione nella società in cui vive rimanendo fedele ai propri principi

Riprendo a postare dopo un lungo silenzio: lo faccio per me più che per gli insulti privati e pubblici di aramcheck, ma non ho alcuna certezza di poter tornare davvero presente in questo blog, per ora vedo questo post come un tentativo... Come al solito comunque preferisco farlo rispettando l'ordine di lettura dei libri. Purtroppo in questo momento ciò significa scrivere di libri letti più di un anno fa...

Cittadino della galassia è un romanzo decisamente ambizioso, che scorre via veloce ed è di semplice lettura, ma può sembrare un libro da ombrellone solo a un lettore particolarmente distratto. Una cosa che mi piace in tutti gli scritti di fantascienza di quegli anni è l'essere volutamente semplici, volutamente destinati ad un lettore giovane, spesso poco più che adolescente, questo non essere criptici, ermetici, il non "nascondere" -come spesso succede oggi- la bravura dell'autore in parole difficili o rimandi nascosti, ma mostrarla proprio in questo "raccontare" chiaro, che risulta per sua natura educativo.

La morale del libro, l'etica che se ne ricava, è tipicamente anglosassone, ma non potrebbe essere altrimenti. La responsabilità individuale, i meriti individuali, il self-made man che fa le scelte giuste per la società perché sono quelle giuste per lui, dopo che la sua morale e la sua etica sono state temprate dalla vita, la redenzione, la scalata sociale dalla condizione più bassa e umile al seggio più alto, e i personaggi "secondari" che secondari non sono...
Il libro può risultare troppo semplice, a una lettura semplice, troppo prevedibile per chi non è nato negli anni '40, troppo lineare... ma non è niente di tutto questo. In realtà è soltanto un bel classico della fantascienza, che usa un tono, una forma, uno stile, forse passati di moda, o forse soltanto perduti.

Una battuta che mi è rimasta impressa, fra le tante:
- "Jim, dove posso trovare dieci uomini onesti?"
- "Cosa? Diogene si sarebbe contentato di trovarne uno"

Voto: 5
postato da: joeCHiP alle ore 02:13 | link | commenti (3) | commenti (3)
Autori e generi: 2006, heinlein, science fiction, urania, collana urania collezione
domenica, 08 aprile 2007

Mappe per amanti smarriti


COVER-BOOK
titolo: Mappe per amanti smarriti
autore: Nadeem Aslam
editore: Feltrinelli (collana "Universale Economica Feltrinelli")
pagine: 384
prezzo: € 9,00
ISBN: 88-07-81919-8
iniziato il: 18/09/2006
finito il: 06/10/2006
parla di: Amanti smarriti. Di mappe io non ne ho trovate...

Ho letto questo libro ormai un po' di tempo fa. Ultimamente diverse notizie mi hanno riportato alla mente le atmosfere di questo romanzo... la storia di lia ad esempio... e ci ripensavo nei giorni scorsi, vinto da una strana e immotivata sensazione di solitudine...

Uno dei tanti libri comprati per il titolo, senza sapere nulla della storia e dell'autore: come sempre ho preferito prima leggere per conto mio, avere un'impressione autentica, e poi informarmi su chi è Nadeem Aslam, su cosa scrive e ha scritto, cosa ne pensano gli altri di questo romanzo...
Devo ammettere che del Pakistan, prima di leggere questo libro, ne capivo poco o niente: troppe idee e troppo confuse da immagini di sabbia e regimi militari, burqa e corani, il film Gandhi con i musulmani che "incomprensibilmente" rifiutano la convivenza e si muovono a migliaia in viaggio verso la nuova "patria dei puri", le immagini in tv della guerra nella confinante Afganistan, di cui ci ricordiamo solo ogni tanto, la mancanza di autori, testi, opere d'arte...
Immagini artefatte, ovviamente, false, recepite senza senso critico, da cinema, tv. Immagini che non rispecchiano né la realtà, né la complessità del paese e della gente che l'abita. Ma com'è la società pakistana? A cosa somiglia? Cosa pensano i cittadini "normali" delle regole che si sono in parte auto-imposti e che in parte hanno subìto da estremisti e dittature militari? Qual'è la loro morale, la loro cultura? Come si vive in Pakistan? Quali sono le tradizioni cui si aggrappano, e quali sono gli scenari futuri che vorrebbero? Tutto questo semplicemente non me l'ero mai chiesto...

"Paki" è il termine gergale dispregiativo con cui gli inglesi hanno etichettato l'ondata di immigrati pakistani in Gran Bretagna a partire dalla metà degli anni '60. Come ogni popolo che ha subìto emigrazioni di massa, quello pakistano ha cercato di mantenere a suo modo usi, costumi, e tradizioni del proprio paese. Come gli italiani in America e Germania, che finivano per essere delle macchiette, "ancora più italiani" degli italiani in Italia, che si aggrappavano quasi con disperazione a quell'identità che stavano perdendo, così i pakistani nel Regno Unito, hanno finito per ghettizzarsi, per "congelare" la propria mentalità in quella di un paese che, da quando hanno lasciato, si è evoluto senza di loro...

Ci sono amanti, in questo libro, e di amore se ne trova parecchio, ma sono davvero amanti smarriti in un modo che non è a loro misura e non li comprende, che li "costringe" all'inevitabile errore perché alla fine quando capisci che non puoi ottenere nulla di buono, nulla di nuovo, almeno sbagliare è una misura di quanto si è ancora vivi...
La città inglese in cui vivono è "Dasht-e-Tanhaai" (il Deserto della Solitudine) dove i sogni di felicità e integrazione sono stati sostituiti da miseria e rifiuto. Gli amanti devono sottostare alle leggi del paese che, disprezzandoli, li ospita, a quelle del paese che li ha lasciati partire con sollievo, ma che hanno ancora nel cuore, e a quelle ancor più pesanti della comunità locale di migranti che in questo "deserto" si è chiusa in se stessa, e si erge a baluardo di onore e tradizioni lontane e non sempre comprensibili. Una tensione che strazierebbe chiunque, un'impossibilità evidente di essere felici e rispettare tutte le regole che vanno rispettate per essere accettati.
Una descrizione azzeccata che ho letto da qualche parte recita: "dettagli insignificanti hanno conseguenze devastanti per la vita delle persone".

C'è molta solitudine in questo libro, incomprensione.
C'è rassegnazione, c'è tristezza.
C'è rimpianto
C'è una strana poesia, anche, c'è amore, romanticismo, passione.
C'è una forza vitale che tiene in piedi nonostante tutto, che spinge a fare un altro passo, ad andare avanti.
C'è la vita, terribile, che distrugge i sogni, le speranze.
Ci sono gli uomini, gli altri che sono i nostri carnefici, la violenza, la rozza ignoranza, la paura...

Un libro sincero, bello, a mio avviso, con un tono a volte strano, a volte sognante, a volte romantico, a volte brutale... una lettura non facile, per me, soprattutto all'inizio.
Un libro che rischia di essere frainteso, che è difficile leggere, se non prestandogli la dovuta attenzione.


Voto: 6
postato da: joeCHiP alle ore 20:36 | link | commenti | commenti
Autori e generi: narrativa straniera, 2006, feltrinelli, nadeem aslam, collana universale economica fel
martedì, 27 febbraio 2007

Il candeliere a sette fiamme


Copertina
titolo: Il candeliere a sette fiamme
autore: Augusto De Angelis
editore: Sellerio editore (collana "la memoria")
pagine: 256
prezzo: € 10,00
ISBN: 88-389-2064-8
iniziato il: 12/09/2006
finito il: 17/09/2006
parla di: storia di spie, nel 1930.

Si legge sul sito dell'editore, e per una volta è una recensione azzeccata: "Oltre la presa tipica dell'intrigo poliziesco, questo romanzo del padre nobile del giallo italiano può attrarre anche per un curioso interesse storico. Può servire da esempio per illustrare la politica del fascismo verso la narrativa criminale; politica che imponeva per i protagonisti negativi nomi stranieri e ambienti bizzarri e inusuali. De Angelis, il quale nel 1944 fu ucciso dall'aggressione violenta di un fascista, scrisse i suoi romanzi nel Ventennio e, senza in nulla essere un entusiasta - anzi, dal commissario De Vincenzi, il detective da lui creato, irradia un pessimismo poco conforme - non sfugge alle regole."

Mi piacciono, generalmente, i libri della Sellerio: impaginazione, carta, formato... e contenuto. Questo non fa eccezione. Tutto sommato economico, ma sostanzioso. La trama molto "nera" e l'ambientazione quasi gotica, i personaggi strani, un omicidio in quello che potrebbe benissimo essere un Million Dollar Hotel ante litteram, la politica internazionale "dietro le quinte" con spie inglesi e tedesche, e la questione palestinese che sta per scoppiare, e tutto il parlare, l'agire, la morale, di quella che ormai è un'altra epoca...
Una lettura intrigante, comunque, e rilassante allo stesso tempo.
Il mediterraneo è il centro del mondo, ma l'Italia è solo spettatrice del turbine di eventi, è in una pace irreale, come nell'occhio del ciclone, come in un presagio: già isolata, tagliata fuori, tenuta lontana dai giochi pericolosi e troppo grandi per lei, con altri a prendere le decisioni, ma con uomini che si sentono ancora comunque integri e valorosi, e sprezzanti del pericolo, che accettano il rischio di guardare in faccia le cose anziché la tranquillità del lasciar fare...
Non mi appassionano, solitamente, i gialli: non sono il mio genere preferito, ma questo è particolare, è italiano, è storico, è "in bianco e nero" e con un ritmo e toni da Casablanca, e ho fatto volentieri un'eccezione...

Voto: 6
postato da: joeCHiP alle ore 11:20 | link | commenti | commenti
Autori e generi: narrativa italiana, 2006, de angelis
lunedì, 12 febbraio 2007

Colpo di Stato


C.Arcuri,  pp. 143
BUR Futuro Passato, Euri 8

Un lungo filo tra l'inchiesta dello stesso Arcuri precedente al Golpe Borghese e il misterioso scoop di cui parlava  De Mauri prima di essere ammazzato. Personalemente non ho mai creduto al Golpe delle ballerine e alle altre minimizzazioni storiche su quella notte, probabilmente  lo scontro tra poteri fu feroce e il pericolo di finire come la Grecia dei Generali era reale. "Colpo di Stato" sembra confermare questa tesi  ma e'  tutt' altro che un testo definitivo sull'argomento e non vi compare nessuna  novità sconvolgente: è  un buon tentativo di rendere chiara almeno la complessità del mosaico. Se il voto è un po' alto è perchè sono abbastanza affamato di libri che parlino di quella vicenda. Si legge d'un fiato.
 
Voto: 6.5
postato da: Aramcheck alle ore 18:47 | link | commenti | commenti
Autori e generi: saggistica, reportage, 2006, arcuri
giovedì, 08 febbraio 2007

Mattatoio n.5


Copertina Libro
titolo: Mattatoio n.5 (o "La crociata dei bambini")
autore: Kurt Vonnegut
editore: Feltrinelli (collana "Universale Economica Feltrinelli")
pagine: 196
prezzo: € 7,00
ISBN: 88-07-81858-2
iniziato il: 24/08/2006
finito il: 05/09/2006
parla di: la guerra, e tutto ciò di troppo grande da descrivere, che ti rimane dentro

Di questo libro avevo sentito tanto parlare. Mi aspettavo meglio, e volevo scrivere questo.
Poi c'ho pensato, e ho capito che era un commento assurdo.
Sarebbe stato come immaginare un reduce da Hiroshima che dice "ho visto un lampo, poi tutto è crollato, e io ho pensato ad un fiore che perde l'ultimo petalo", e io a ribattere "si, ma avresti potuto descriverlo meglio! Più fantasia... il fiore cos'è, di campo? di pesco? un fiore di loto? più profondo... non mi piace come hai scritto...si vede che non sei uno scrittore". Un commento assurdo. E se pure fosse che non è uno scrittore? E se pure fosse così evidente? Ci sono casi in cui non contano le parole usate, ma l'enormità che è rimasta dentro, e cerca un modo di uscire.
Ognuno tenta di sopravvivere ai suoi demoni. Qualcuno racconta, e qualcuno è bravo in questo, per chi non lo è, non sempre e' una sua colpa: a volte è solo il demone, ad essere troppo forte.
Vonnegut è un sopravvissuto al bombardamento di Dresda.
Era al posto sbagliato nel momento sbagliato, come chiunque abbia mai combattuto: internato dai tedeschi in un campo di concentramento, un ex mattatoio, nel momento in cui gli alleati attaccano e annientano la città. E vede come vede "il nemico", la macchina da guerra dei "giusti". L'orrore di cui è impossibile testimoniare nonostante gli artifici letterari usati, a volte anche goffamente (perchè diciamocelo, in quanto a scrittura -a mio personalissimo parere- il libro non è un granché).
Il bombardamento di Dresda fece più morti di Hiroshima.
La storia è presentata immersa in un racconto di fantascienza alla "quantum leap", viaggi nel tempo e dischi volanti. Una "scusa" per riuscire a parlare di qualcosa di cui non si riesce a parlare. 23 anni di tentativi dell'autore, prima di essere consegnato alle stampe.
Alla fine e' un libro che sono contento di aver letto.

"Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di comprendere sempre la differenza."
"Tra le cose che Billy Pilgrim non poteva cambiare c'erano il passato, il presente e il futuro."

Voto: 5.5 (ma sarebbe più giusto un N/C...)
postato da: joeCHiP alle ore 10:45 | link | commenti (5) | commenti (5)
Autori e generi: narrativa straniera, 2006, science fiction, vonnegut
martedì, 30 gennaio 2007

In Asia.


Tiziano Terzani, pag. 434
Ed TEA, Euri 8

Avevo letto due dei capitoli sul Giappone  un anno fa nel bagno di Max Plank a St.Louis innamorandomene, l'ho poi comprato e letto per intero mentre ero appunto... in Asia. E' la raccolta degli articoli di terzani   attraverso 25 anni di lavoro da corrispondente per l'estremo oriente per der spiegel . Guerra, economia, cultura, politica, costume e spiritualità da India, Giappone, Indocina , Cina, Corea del Nord attraversando un quarto di secolo, compongono un mosaico meraviglioso attraverso gli occhi di un uomo che sa' raccontare la realtà come pochi. Terzani vive incredibili avventure facendosi trovare sempre dove la storia si compie,   scava nella società  e nel suo tempo come a voler raggiungere l'essenza stessa dei popoli che lo ospitano.  Commovente e straziante in Indocina, esilarante in Giappone raccoglie le trame di una vita degna di essere vissuta. Vero che  da qualche anno Terzani va di moda ed è immancabile sopra gli scaffali e sotto gli omrelloni,  poco male:  vuol dire che ogni tanto vanno ancora di moda i grandi.

Voto: 8
postato da: Aramcheck alle ore 16:54 | link | commenti (1) | commenti (1)
Autori e generi: reportage, 2006, terzani
martedì, 23 gennaio 2007

C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo


Cover
titolo: C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
autore: Efraim Medina Reyes
editore: Feltrinelli (collana "Super Universale Economica")
pagine: 176
prezzo: € 8,50
ISBN: 88-07-84017-0
iniziato il: 20/08/2006
finito il: 23/08/2006
parla di: passioni

Chiarisco subito: il libro m'è piaciuto. Forse dovrei aggiungerci uno "stranamente", o forse un "ovviamente", la cosa non mi è più chiara come un tempo.
Scelto solo per il titolo, come al solito, senza avere idea di cosa parlasse.
Chiunque si sia mai trovato a non riuscire neanche più a pensare, figurarsi pronunciare, per anni, il nome di una "certa ragazza", o abbia mai pensato di vivere in una "città immobile" che ingoia e annulla ogni energia, può trovarsi subito a proprio agio nella narrazione.
Chi ha mai amato i sex pistols o i nirvana, troverà poi una "colonna sonora" devastante.
Di sicuro ci sono parti riuscite e parti meno riuscite, capitoli a dir poco confusi, capitoli quasi adolescenziali, e capitoli geniali. Ma il saldo, a mio avviso, è positivo.
Personalmente apprezzo il non approfondire mai veramente e il non togliere mai quella patina di confuso ricordo e nodo in gola, da quella "certa ragazza". Ho letto in giro commenti del tutto contrari a riguardo, ma questa è la mia idea: se quella certa ragazza fosse vera, più di così Rep non avrebbe mai potuto descriverla, o il tutto sarebbe stato inverosimile.
Il protagonista è un animale che vive di soli istinti e un uomo che vive di sole emozioni. Ovviamente: è in trappola.

L'autore, ho scoperto poi, e' un po' "sui generis", e come persona, un po' come il protagonista del libro, può piacere o (più probabilmente) non piacere. Ma come non dare una possibilità a chi, se gli si chiede come ha iniziato, riesce a rispondere:
"poi abbiamo pubblicato un mio libro di poesie, tutto scritto a mano, "Succhiamelo, bimba, ma lentamente", che per qualche strano motivo è stato considerato misogino: un gruppo di femministe ha comprato l'intera tiratura (cento copie) e l'ha bruciata sulla Plaza de San Diego. Ho dunque cominciato la mia carriera esaurendo la prima edizione." ?

A parte gli scherzi, interessante.


Voto: 6.5
postato da: joeCHiP alle ore 17:18 | link | commenti (5) | commenti (5)
Autori e generi: narrativa straniera, 2006, medina reyes
lunedì, 15 gennaio 2007

Io sono leggenda


Cover
titolo: Io sono leggenda
autore: Richard Matheson
editore: Fanucci (collana "TIF - Tascabili Immaginario Fanucci")
pagine: 208
prezzo: € 7,90
ISBN: 88-347-1090-8
iniziato il: 16/08/2006
finito il: 18/08/2006
parla di: la storia dell'ultimo uomo sulla terra, dominata dai vampiri.

Uno spettacolo.
L'orrore del quotidiano, la solitudine della diversità, il silenzio, la condanna di vivere, il proprio rifugio come prigione.
Per chiunque si sia mai sentito barricato e dimenticato, isolato e accerchiato, normale in un mondo di folli...per poi scoprirsi magari folle tra gente normale.

Per i cinefili di passaggio: ispiratore de L'ultimo uomo sulla Terra (1964) con il grande Vincent Price.

Voto: 8

Letto anche da aramcheck: Bello,  speriamo che il prossimo remake  gli renda giustizia.

Voto: 7
postato da: joeCHiP alle ore 16:12 | link | commenti (11) | commenti (11)
Autori e generi: 2006, matheson
domenica, 31 dicembre 2006

La luna è una severa maestra.


Robert. A. Heinlein, Euri 437
Urania, Euri 4,39

Bellissimo. Ringraziamento doveroso a chi me lo ha fatto conoscere.
Voto: 7,5 o forse piu'.
postato da: Aramcheck alle ore 14:58 | link | commenti | commenti
Autori e generi: 2006, heinlein, science fiction
domenica, 31 dicembre 2006

Perchè ci odiano.


Paolo Barnard, pp.346
BUR,  Euri 9,60
Barnard è inviato estero di report, una tra le ultime scuole di vero giornalismo di inchiesta in Italia, un esempio (insieme a rainews24) di cio' che la RAI avrebbe le potenzialità per essere e, purtroppo, non è.
Barnard è preoccupato fin dall'inizio di rendere chiaro al lettore che spiegare fenomeni come il terrorismo non significa giustificarli (su certi argomenti si rischia l'inquisizione a non esser chiari). Iraq, Iran, Palestina, Cecenia spesso è stato l'occidente a sferrare il primo attacco terroristico del quale oggi subisce le drammatiche conseguenze, vendette e ritorsioni. Un terrorismo anche peggiore di quello che subiamo, che nella logica dei due pesi e due misure ci si ostina a non voler riconoscere. Ben documentato e incisivo, un altro libro  necessario, soprattutto per chi non ha chiaro che la storia non è cominciata dopo l'11/9. 

Voto: 7,5
postato da: Aramcheck alle ore 14:10 | link | commenti | commenti
Autori e generi: saggistica, reportage, 2006, barnard
sabato, 30 dicembre 2006

Le porte della percezione. Paradiso e inferno.


Aldous Huxley pp.183
P.B. Mondadori Euri 7

Diviso in due piccoli saggi e una serie di appendici. Il primo saggio è un esperimento di somministrazione controllata di mescalina, la sostanza psicotropa contenuta nel Peyotl. Il secondo, piu' interessante, è una digressione storica sulle esperienze allucinatorie dal misticismo alle droghe sintetiche. Huxley pensava che vi fosse un altro mondo del quale  abbiamo perso le chiavi  custodito in aree del cervello accessibili tramite certi regimi  alimentari, certe privazioni, la meditazione e l'uso degli allucinogeni. Come un esploratore auspica che se ne disegnino le mappe. Ipotizza che alcuni oggetti che in modo apparentemente inspiegabile hanno sempre affascinato la razza umana ci ricordino in qualche modo quel luogo sconosciuto, i suoi splendori e i suoi vividissimi colori. Nelle appendici altri appunti sparsi sul tema. A tratti interessante.


Voto: 6-
postato da: Aramcheck alle ore 12:44 | link | commenti (2) | commenti (2)
Autori e generi: saggistica, 2006, huxley
giovedì, 28 dicembre 2006

Qualche pamplet di Massimo Fini.

Massimo Fini, ed. Marsilio
pp.288 , Euri 7
Massimo Fini, ed. Marsilio
pp.165 , Euri 6,5
Massimo Fini, ed. Marsilio
collana "i Grilli" 69 pp. Euri 7
Non soltanto Massimo Fini è antipatico, come fa notare JoeCHIP, fa anche le presentazioni dei suoi libri ai circoli di Terza Posizione (se invitato) e scrive sulla Padania. Diciamolo pure: ad uno che frequenta fascisti e leghisti non gli fa schifo proprio niente... Questo di essere di bocca buona è un vizio che si porta dietro dagli anni '60 e '70 quando si batteva per la partecipazione dell'MSI al circo democratico, senza pero' pare essere mai stato fascista ne missino. Da anarchico individualista , come lui stesso si definisce, e da pluricensurato si ispirava ad un Volterriano: "Non condivido quello che dici. Ma darei la vita affinché tu possa dirlo". Voltaire , dicevo, citato pero'  da un critico feroce della modernità quale Fini è, fin quasi a sospettargli posizioni reazionarie. Oggi è vicino agli ecologisti radicali scandinavi e ha cercato recentemente di fondare un suo movimento politico di matrice antiglobalista e antimodernista per il recupero di una dimensione "umana" del vivere comune. Alla fine insomma si fatica a definirlo  e questo ne fa un cane sciolto, uno che pensa con la propria testa e che oltretutto si documenta ed è preparato... quello che dovrebbe cioè fare un intellettuale.  Per questo è stato sistematicamente censurato da tutte le parti politiche e da ogni mezzo d'informazione (ultima la RAI di Berlusconi col suo Cirano televisivo, mai andato in onda). Ecco perchè lo leggo: con la penuria di intellettuali non prezzolati che c'è in giro Massimo Fini è una perla di indipendenza e "schiena dritta", si potesse pure non condividere una parola di cio' che dice (e io qualche dubbio in comune con lui ce l'ho). Veniamo ai libri. Fini scrive pamplet agili ed economici in cui cerca con argomenti spesso buoni a volte zoppicanti, di incalzare e infine sfatare luoghi comuni e presunte verità assolute della nostra società. 

"Il denaro sterco del demonio" è una analisi  della storia del denaro e del valore, dal baratto alla moneta elettronica, per  catturarne la vera essenza che si rivela infine essere nulla di piu' che una scommessa sul futuro. In nome della quale il mondo pare girare...
Voto: 6,5

La critica alla modernità contenuta ne  "La ragione aveva torto?"  cerca di provare che si viveva meglio ai tempi dell'ancient regime. Non ci riesce, non a tutto tondo almeno. L'impressione è che il vantaggi odell'ancient regime (che Fini non è pero' così ingenuo da considerare un'età dell'oro) fosse l'assenza dei difetti dei secoli successivi... ma questa è la storia e non la si cambia (se la si cambia...), con le nostalgie. Restano interessanti alcuni passaggi in cui si riabilitano i nostri avi, (meno  bifolchi di quanto a volte crediamo) e in cui alcuni paradossi della tecnologia a tutti i costi e dell'industrialismo emergono con una certa forza.
Voto: 5

Il "Vizio Oscuro dell'Occidente" tratta della millenaria tendenza di noi occidentali a sentirci superiori e pretendere di cambiare le abitudini di altri popoli con presunte civilizzazioni , quasi sempre disastrose.
69 pagine per un argomento sacrosanto, ma per cui non basterebbe l'enciclopedia britannica sono proprio pochine.
Voto: 5+

Il miglior libro di massimo Fini secondo me resta Sudditi - Manifesto contro la democrazia, in cui Fini traccia il bilancio delle nostre belle democrazie moderne e verifica se all'atto pratico realizzino quegli ideali e quegli obbiettivi che esse stesse si sono date. La risposta mi pare scontata, il libro mi pare da leggere (forse gli darei un 7...).
postato da: Aramcheck alle ore 12:34 | link | commenti | commenti
Autori e generi: saggistica, 2006, massimo fini
mercoledì, 27 dicembre 2006

Il dominio della regina. (8° Libro delle CGF)


Martin George R., Mondadori
pp 488, Euri 18,60

Ottavo libro (nella versione italiana) della ciclopica saga "le cronache del ghiaccio e del fuoco". Essendo arrivato all'ottavo volume chiaramente reputo la saga quanto di meglio prodotto dal genere fantasy negli ultimi vent'anni. Il giudizio complessivo sulle cronache  meriterebbe un grosso post a parte che faro'  dopo aver letto l'ultimo volume se ve ne sarà mai uno (la struttura un po' a soapopera ha preso la mano a Martin temo...) e se non saranno i nostri figli a leggerlo ( Martin scirve sempre piu' lentamente a causa dell'intreccio narrativo labirintico che egli stesso ha creato). Questo volume  pubblcato in italiano è soltanto la metà del libro uscito negli USA col titolo a "Feast of Crown", il quale è a sua volta la metà dell'opera che doveva chiudere la saga ma che per ragioni di volume è stata spezzettata in due tomi. Tra l'altro lo spezzettamento avviene in maniera piuttosto sperimentale, infatti viene si raccontata metà della vicenda ma  in modo "longitudinale"...  cioè non si raccontano la prima metà cronologica degli avvenimenti ma l'intera narrazione relativa a metà dei personaggi.  Attendere per due anni un libro così è stressante.
Venendo al dunque il libro tratta marginalmente di  Arya, Sansa, Brienne e Samwell (che sono un po' marginali di loro) e piu' approfonditamente di Pike, Cersei e dell'ingresso con capitoli dedicati della nobile casa Martell della quale si era avuto solo un breve, seppur glorioso, assaggio con la (s)comparsa di Oberyn.
Interlocutoria la parte relativa ai Lannister, accettabile anche se a tratti un po' stucchevole la parte dei Martell (l'incontro con le tre serpi ha un binario narrativo tra i re magi e i fantasmi di natale di Dickens) , grandiosa, degnissima, avvincente la panoramica sulla piovra dei Greyjoy.
Se avete letto i primi sette aspettate l'edizione economica, senno' state alla larga e semmai cominciate col primo episodio ("il grande inverno" se non sbaglio).

<< Potete seguire me che vi offro gloria, oro e l'intero continente occidentale oppure seguire mia nipote Asha che vi offre pace e... pigne>>
Euron  "Occhio di corvo" Greyjoy

Voto: 4.5 (i capitoli di Pike da soli meritano pero almeno 7)
postato da: Aramcheck alle ore 14:08 | link | commenti (4) | commenti (4)
Autori e generi: fantasy, 2006, r r martin
giovedì, 14 dicembre 2006

Luce bianca


Luce Bianca - COVER
titolo: luce bianca
autore: rudy rucker
editore: bompiani (collana "gli squali", i grandi tascabili)
pagine: 230
prezzo: £ 15000 (si, in lire, è fuori catalogo da un pezzo...)
ISBN 88-452-2739-1
iniziato il: 13/08/2006
finito il: 15/08/2005
parla di: le visioni di un dante alighieri matematico, sotto acido

Questo libro viene citato spesso fra i capisaldi fondamentali del movimento cyberpunk. Il problema è che nessuno ha mai chiarito cosa sia tale movimento. Trovare un punto in comune con Sterling o Gibson mi risulta difficile. Per alcuni Rucker è un anticipatore, per me i tre sono sono le espressioni di tre "generi" completamente diversi, contemporanei, e ugualmente affascinanti.
La matematica pura come scienza applicata, gli uomini che si muovono e interagiscono come quanti o particelle astratte, corpi astrali e teoria del caos nella prenotazione della stanza di un albergo, o in una passeggiata in giardino, l'inferno e il paradiso...
Rucker è un bambino che può vuotare l'oceano, con paletta e secchiello.

Voto: 7.5
postato da: joeCHiP alle ore 16:10 | link | commenti | commenti
Autori e generi: 2006, science fiction, rucker
mercoledì, 13 dicembre 2006

La pattuglia del tempo (vol.1)


La Pattuglia del Tempo (vol.1) - COVER
titolo: La pattuglia del tempo (vol.1)
autore: Poul Anderson
editore: Arnoldo Mondadori (collana "urania collezione")
pagine: 346
prezzo: € 4,90
ISSN 17216427
iniziato il: 04/08/2006
finito il: 12/08/2006
parla di: crono-poliziotti e crimini temporali

Puro svago.
Non contate i paradossi o le idee che non reggono, perchè ne è pieno il libro.
L'idea stessa che questo sia il miglior mondo possibile e che la linea temporale che porta a questo mondo vada difesa, non regge! I misteriosi personaggi dal futuro che dirigono la baracca, non reggono.
 "La fine dell'eternità" di Asimov è lontana anni luce e un paragone è improponibile.
Le storie sono semplici, i buoni sono buoni, i cattivi molto cattivi, quasi senza un motivo. Sembra la trama di un buon vecchio telefilm americano, tipo l'A-team, o Supercar, o Star-Trek: stesso target. Racconti brevi, diretti, dal finale scontato. L'eroe è un eroe, anche perchè dice di non esserlo, e forse ci crede. Spirito anglosassone. Non a caso: un classico.
Per chi apprezza la fantascienza classica, adolescenziale, non impegnata.
Inutile per chiunque altro.

Voto: 4.5
postato da: joeCHiP alle ore 12:54 | link | commenti | commenti
Autori e generi: 2006, anderson, science fiction
martedì, 12 dicembre 2006

Galassia che vai


Galassia che vai - COVER
titolo: Galassia che vai
autore: Eric Frank Russell
editore: Arnoldo Mondadori (collana "Urania Collezione")
pagine: 220
prezzo: € 4,90
ISSN: 17216427
iniziato il: 31/05/2006
finito il: 09/06/2006
parla di: l'universo è bello perchè è vario...

A chi ha letto l'intero ciclo di Dune, sentir parlare di "esplosione" o "dispersione" evocherà di sicuro altre immagini... l'avviso è di togliersele dalla testa e di non aspettarsi nulla di tutto questo, perchè se gli ultimi libri di Herbert sono il riferimento come romanzo, questo al cospetto è poco più di fumetto divertente.
Qui l'umanita' disseminata fra le stelle da vita soltanto ad una manciata di subculture il cui scopo è strappare un sorriso e scimmiottare i tanti militaristi, scienziati, politici, catastrofisti, teste pensanti dell'epoca, ...che tanto somigliano ancora a quelli di oggi.
Se c'è un messaggio, è: "take it easy", e la vita -o un viaggio in treno- ti sorride.
Nei primi anni '50, pubblicato a capitoli su una rivista con moltissimi giovani lettori, dev'esser stato una gran cosa.

Voto: 4.5
postato da: joeCHiP alle ore 12:06 | link | commenti | commenti
Autori e generi: 2006, eric frank russell
lunedì, 11 dicembre 2006

Solaris


Solaris - COVER
titolo: Solaris
autore: Stanislaw Lem
editore: Arnoldo Mondadori (collana "Urania Collezione")
pagine: 260
prezzo: € 4,90
ISSN: 17216427
iniziato il: 17/05/2006
finito il: 23/05/2006
parla di: solitudini

Un classico della fantascienza molto bello, che viene via in pochi giorni.
Consigliato a tutti quelli che non immaginano gli alieni come omini verdi con le antenne.
Facile associazione fra le profondità dell'animo umano e quelle del misterioso oceano che copre l'intero pianeta in questione, un noumeno alieno che sconvolge e sconfigge la razionalità umana.
Un trattato ontologico e una visione dell'umanità e dei suoi limiti comunque sorprendente, per il 1961, con luci sussurate e ombre presenti pur se inespresse, molto moderna, se confrontata con l'idea di "luminoso e asettico futuro" dominante nella fantascienza positivista di quegli anni.

Voto: 7
postato da: joeCHiP alle ore 13:44 | link | commenti (2) | commenti (2)
Autori e generi: 2006, science fiction, lem
domenica, 10 dicembre 2006

Intoccabili


intoccabili-cover
titolo: Intoccabili
autori: Saverio Lodato, Marco Travaglio
editore: Rizzoli (collana "BUR futuroopassato")
pagine: 496
prezzo: N/A (mi è stato regalato)
ISBN: 88-17-00537-1
iniziato il: 13/04/2006
finito il: 15/05/2006
parla di: mafia e potere

Iniziato l'indomani dell'arresto di Provenzano. Doveroso.
Le prime 75 pagine si possono saltare: non servono, a meno che tu non sia l'autore e non ti abbiano pagato il libro a peso... quasi fastidiose.
Per il resto estremamente di parte, della serie "Emilio Fede guarda e impara", come nella totalità dei libri di Travaglio, ma ben documentato in ogni punto, con atti riportati, stralci di sentenze, virgolettati d'ANSA, che alla fine è la parte importante del libro e ti permette di farti un'idea anche indipendente dal "martellare" dell'autore e dai suoi giudizi.
Notizie importanti, perchè pure se "agli atti", per buona parte non sono passate né sulla stampa, né sui giornali, né alcuno sembra averne preso atto, e l'intero sistema di informazione e potere gira ancora a pieno regime per convincere "le masse" dell'esatto contrario di quanto accertato...
Forse non completamente aggiornato: nell'ultimo anno di cose se ne sono aggiunte, e alcuni personaggi per me "interessanti" (ad esempio il governatore della sicilia Totò Cuffaro) sono trattati in maniera molto superficiale, ma probabilmente è solo perche' non ci sono ancora "atti definitivi" che l'inchiodano, e per ora di "nero su bianco" in giudicato non c'è nulla o quasi (ma chiunque abbia visto "La mafia è bianca" o si ricordi dei volantini elettorali trovati a casa Provenzano, e di come s'e' cavato fuori d'impaccio, penso possa condividere il mio pensiero...). Però lascia una strana sensazione, come se raccontasse dell'italia "di qualche anno fa", mentre i personaggi sono ancora li, tutti, e sono tutti ancora protagonisti di prim'ordine della vita di questo paese.
Uno, in particolare, abbiamo rischiato di trovarcelo presidente del senato prima, e della repubblica poi, solo qualche mese fa... solo pochi giorni prima che finissi di leggere il libro...

Voto: 6
postato da: joeCHiP alle ore 16:12 | link | commenti | commenti
Autori e generi: 2006, travaglio, travagliolodato, lodato
venerdì, 08 dicembre 2006

Improbable


Cover
titolo: Improbable
autore: Adam Fawer
editore: Feltrinelli
pagine: 395
prezzo: € 18,50
ISBN: 88-07-42105-4
iniziato il: 26/03/2006
finito il: 12/04/2006
parla di: casualità e determinismo, il demone di laplace.

Ammetto d'aver del tutto frainteso una vecchia presentazione su L'Espresso (ma mi viene da pensare che l'autrice di quella recensione non l'avesse davvero letto....).
Parte interessante ma troppo sul vago per capire subito, si sviluppa bene, ma poi dalla crisalide esce fuori un polpettone hollywoodiano, paragonabile al peggiore Stepheng King, con solo effetti speciali, e quelle che potevano essere teorie alternative vengono ridotte a stramberie senza senso, con veramente poco che ti rimane alla fine.
Già poco dopo la metà il pensiero ricorrente è: "ma non mi stava piacendo all'inizio? come ha fatto la storia a ridursi a questo? meno male che è quasi finito così passo ad altro"...
In una parola: un peccato. Le prime 100 pagine meritavano uno svolgimento diverso.
Un libro che ho cercato per un anno buono e alla fine ho comprato in edizione rilegata pur di leggere (vatti a fidare...).
Dalla quarta di copertina comunque sembra che l'autore sia niente meno che un genio e stia riscuotendo un successo strepitoso... o almeno così pensa il suo editore. Fate vobis...

Per chi fosse comunque interessato, consiglio almeno di risparmiare e orientarsi verso l'edizione economica appena uscita (tra l'altro penso che l'edizione rilegata non sia neanche più distribuita e non si trovi più, se non forse fra i fondi di magazzino di qualche rivenditore online...)

Voto: 4.5
postato da: joeCHiP alle ore 15:18 | link | commenti | commenti
Autori e generi: narrativa straniera, 2006, fawer
mercoledì, 06 dicembre 2006

Il mondo nuovo


Copertina
titolo: Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo
autore: Aldous Huxley
editore: Oscar Mondadori (collana "classici moderni")
pagine: 340
prezzo: N/A (mi e' stato regalato)
ISBN: 88-04-48780-1
iniziato il: 05/03/2006
finito il: 16/03/2006

Due libri in uno: il primo, romanzo del '32, descrive "il mondo nuovo", uno stato totalitario mondiale futuristico, estremamente diverso da quello orwelliano di 1984, ma ugualmente ubiquo e soffocante. Nel secondo, una raccolta di saggi del '58, lo stesso autore si traveste da Cassandra e "fa le pulci" al mondo "vero", confrontando la realtà della seconda guerra mondiale, del comunismo, del capitalismo, dei totalitarismi, del sovraffollamento del pianeta, con quanto da lui "previsto" quasi 30 anni prima...

Libro interessante. Non mi piace però il tono del "ritorno al mondo nuovo", dove sembra quasi che l'autore abbia dimenticati di aver scritto, 30 anni prima, solo un racconto di fantascenza e non un trattato sociologico... alcune considerazioni sono condivisibili, benchè inquietanti, altre... meno.
Il romanzo vero invece, non si può non confrontarlo con "1984". Rispetto a quest'ultimo segue una storia meno "lineare", e ad un certo punto sembra anche che l'autore "se ne vada un po' a spasso" presentando personaggi e situazioni in attesa di decidere anch'esso cosa farne poi, come farli interagire. Dura poco, e non e' certo il primo libro in cui capita, ma come sensazione è strana. Il finale poi è un po' fiacco, il che è un peccato perchè a un certo punto la storia si sviluppa anche bene...
Comunque un "classico" che si dovrebbe aver letto.
Anche il cinema vi ha ripreso parecchi spunti (ultimamente in "The Island", per dire solo il primo che mi viene in mente). Per il resto, come per il citato 1984, è più un libro da leggere per capire dove "non" vogliamo andare, per riflettere, che per svagarsi.
E spaventarsi un po' del futuro ogni tanto non fa cosi' male... se riesce a tenerci più svegli sul presente.

Voto: 5
postato da: joeCHiP alle ore 14:57 | link | commenti | commenti
Autori e generi: 2006, huxley
martedì, 05 dicembre 2006

Bravi ragazzi


Bravi Ragazzi
titolo: Bravi Ragazzi
autore: Richard Marinick
editore: Einaudi (collana "stile libero - noir")
pagine: 412
prezzo: € 14,00
ISBN: 88-06-17818-0
iniziato il: 23/02/2006
finito il: 02/03/2006
parla di: criminalità di strada a South Boston, USA

Non è Bunker... ma non è male.

Voto: 5.5
postato da: joeCHiP alle ore 10:52 | link | commenti | commenti
Autori e generi: 2006, crime fiction, marinick
lunedì, 04 dicembre 2006

L'elmo del terrore


L'elmo del terrore
titolo: L'elmo del terrore - Il mito del Minotauro (tit. orig.: "Šlem užasa - The Helmet of Horror")
autore: Viktor Pelevin
editore: Rizzoli (collana "miti")
pagine: 192
prezzo: € 13,00
ISBN: 88-17-00798-6
iniziato il: 20/02/2006 (intorno alle 2.00pm)
finito il: 21/02/2006 (intorno alle 2.00am)
parla di: chat, labirinti, cattedrali, giganti, nani, arte, macchine impossibili, paure ancestrali, Tarkowskij, Berlusconi(!), il cane di Pavlov, l'elmo del terrore. Un CUBE alla n.


Libro bellissimo.
Brutta rilegatura.

Voto: 7,5

Letto anche da aramcheck: Bello. Mi chiedevo se esistesse un bel romanzo  sperimentasse in forma narrativa il linguaggio delle chat con tanto di emoticons o magari quello neoepistolare delle e-mail: eccolo. 

Voto: 7

postato da: joeCHiP alle ore 00:15 | link | commenti (2) | commenti (2)
Autori e generi: narrativa straniera, 2006, pelevin
sabato, 02 dicembre 2006

Mosca più balena


mosca più balena
titolo: mosca più balena
autore: Valeria Parrella
editore: Minimum fax (collana "racconti")
pagine: 105
prezzo: € 7,75
ISBN: 88-87765-83-9
iniziato il: 15/02/2006
finito il: 20/02/2006
parla di: storie, al femminile.

Bello, intimo, sentito.
Piccola raccolta di racconti brevi e scorrevoli. Personaggi veri e verosimili, in un tessuto sociale partenopeo che non passa mai in secondo piano.
Interessante, davvero.

Voto: 7
postato da: joeCHiP alle ore 23:36 | link | commenti | commenti
Autori e generi: narrativa italiana, 2006, raccolta di racconti, parrella
venerdì, 01 dicembre 2006

Pattern Recognition


Pattern Recognition l'accademia dei sogni

titolo: L'accademia dei Sogni  (titolo originale: Pattern Recognition)
autore: Willian Gibson
editore: Mondadori (collana "piccola biblioteca Oscar Mondadori")
pagine: 360
prezzo: € 8,40
ISBN: 88-04-54431-7
(ri)iniziato il: 10/01/2006
finito il: 14/02/2006
parla di: marketing e intuizioni artistiche globali nel dopo 11 settembre

scrivevo, alla metà del 2005:
   Ho iniziato a leggere ieri: "Pattern Recognition", di Willian Gibson
   (368pp, edizione tascabile "The New York Times Bestseller" Berkley
   Books, New York, $7.99, arrivata in versione originale non tradotta
   dall'america visto che qui in italia la traduzione non riuscivo proprio
   a trovarla... è quasi tutto "slang", non so neppure quanto riuscirò
   a capirci...;-)

aggiungendo poi una ventina di giorni dopo:
   lettura sospesa, per ora: non perchè l'inglese sia così difficile (avendo
   già letto molto Gibson "tradotto", non è poi così impossibile da seguire...),
   quanto piuttosto perchè leggendo per una volta in una lingua non mia non
   un libro tecnico ma un "romanzo", mi sono trovato ad andare a rilento,
   a leggere più "piano" di quanto sia abituato... sono fra quelli che
   pensano che un libro vada letto con costanza, possibilmente
   "tutto d'un fiato", e visto che con questo, dato il ritmo che avevo, non
   mi veniva, a un certo punto ho lasciato perdere.
   Ci tornerò sopra quando avrò più tempo ....


Infine, l'avevo ri-iniziato in inglese sul finire dell'anno scorso (2005 ndr.), ma poi proprio non scorreva e ho finito col rinunciare. Poi mi è capitata sottomano la traduzione italiana e mi sono reso conto che non era solo la scarsa padronanza dello slang anglosassone a rallentarmi.. è proprio il libro che non decolla.
Penso con questo di aver letto tutti o quasi i libri di Gibson disponibili in Italia. Gli ultimi lavori non mi piacciono troppo: se "Aidoru" mi e' sembrato un po' scialbo, questo mi è sembrato fin troppo debole... carino solo a tratti, caratterizzazione dei personaggi fin troppo spinta (sono quasi tutte "macchiette"... la spia è troppo spia, l'asociale troppo asociale, il mafioso troppo mafioso, il fissato troppo fissato...). E poi, come in tutti i suoi romanzi recenti: troppe "auto-citazioni".
Rispetto i primi libri Gibson è cambiato parecchio (è quasi un altro genere, allineato -o appiattito?- alla "filosofia Sterling" che ha abbandonato il futuribile per ambientare il "post-umano" nel presente, dove ogni immaginabile è già in atto), ma rispetto l'età che avevo quando ho letto "Neuromante" sono cambiato parecchio pure io... purtroppo le due linee di cambiamento per ora sembrano divergere... al me di oggi, il Gibson di oggi non dice molto, pur considerandolo ancora fra gli autori che vale sempre e comunque la pena leggere.
Titolo ignobilmente tradotto in italiano come "l'accademia dei sogni": senza senso.

Voto: 5
postato da: joeCHiP alle ore 13:36 | link | commenti (2) | commenti (2)
Autori e generi: 2005, 2006, gibson
giovedì, 30 novembre 2006

Creazione


Creazione
titolo: Creazione
autore: Gore Vidal
editore: Fazi Editore
pagine: 720
prezzo: € 18,50
ISBN: 88-8112-579-X
iniziato il: 08/12/2005
finito il: 02/01/2006
parla di: dell'intero universo del quinto secolo a.C., raccontato da una sorta di Baudolino alla corte di Persia.
                    
Sono prevenuto: sento di un libro con ambientazione storica scritto da un americano e già mi immagino la sceneggiatura di un film con Brad Pitt vestito da re persiano che gioca a football nel campo dietro la reggia a forma di casa bianca...
All'inizio non mi sono arrischiato a comprarlo.
Poi qualcuno di cui mi fido dice che vale la pena e... devo ricredermi: è un bel libro.
Gli manca qualcosa (forse più di qualcosa) per essere quel "capolavoro" che gli americani (...) credono, comunque si legge bene.
720 pagine senza una sola battaglia, è quasi un miracolo.
Per forza di cose la parentesi -a mio avviso- più brutta è quella sul Catai, ma si sa: i cinesi sono i nemici di turno... Comunque meno prevenuto del solito: l'autore sembra quasi aver studiato all'estero (...l'ho già detto d'esser prevenuto vero?).
Forse Vidal si è reso anche conto che stava facendo un passo appena più lungo della gamba, ma da apprezzare che anziché dirsi "chissenefrega tanto l'americano medio ha letto si e no topolino, mo' c'infilo pure i cannoni laser!", s'è dato "una regolata" cercando di non strafare (pensando probabilmente anche al mercato europeo, indiano, ecc.)...
Se vi piacciono i libroni, le ricostruzioni storiche, e le storie lunghe che si evolvono in un arco temporale adeguato, fateci un pensiero.

Voto: 7

Letto anche da Aramcheck: Puo' essere  prevenuto soltanto chi non conosce Vidal :P E' un gran bel libro perde l'occasione per essere un capolavoro forse quando il protagonista incontra Buddha e Socrate e ha la possibilità di interrogarli... poteva affondare la stoccata e ci riesce soltanto in parte.  Per il resto un affresco storico grandioso e  piacevole da leggere.

Voto: 7,5
postato da: joeCHiP alle ore 15:28 | link | commenti (1) | commenti (1)
Autori e generi: romanzo storico, narrativa straniera, 2005, 2006, vidal
mercoledì, 22 novembre 2006

Il gene egoista.


R. Dawkins, pp 372
Oscar Saggi,  euri 8,80

Saggio neodarwinista che ribalta il punto di vista su alcuni punti fermi della teoria evoluzionistica alla luce dei progressi della genetica, della zoologia e persino della teoria dei giochi Pseudorecensito dal sottoscritto qui. Imperdibile per chi è interessato all'argomento.

Voto: 8 se ha senso dargliene uno...


Letto anche da joeCHiP, dal quale è scaturito questo pensiero:

titolo: il gene egoista
autore: richard dawkings
editore: oscar mondadori (collana "oscar saggi")
pagine: 354
prezzo: € 8,80
ISBN 88-04-39318-1
iniziato il: 22/07/2006
finito il: 02/08/2006
parla di: la vita, l'evoluzione, il determinismo, le eliche immortali, chi o cosa siamo veramente, e l'inoppugnabile spiegazione scientifica del perchè "non c'è cosa più divina..."

Cogito, ergo sum.
Come direbbe pinocchio.
Un meccanismo nato dal caso come tanti.
Autocosciente.

Voto: 7.5
postato da: Aramcheck alle ore 14:19 | link | commenti (2) | commenti (2)
Autori e generi: saggistica, 2006, dawkins

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