
Pino Cacucci, EURI 7,5
Univ. Econ. Feltrinelli, pp.184
Tredici storie tratte dal pantheon minore dei rivoluzionari di ogni epoca, resoconti attendibili appena un po' romanzati, giusto per restituire il fascino che guerriglieri, capi rivolta e martiri della resistenza hanno in parte perso in un' epoca avara di slanci idealistici. Profili veloci ed efficaci, con poco riguardo alla contestualizzazione storica, di uomini e donne quasi sempre non irrigimentabili e spesso ostici anche anche alla propria fazione politica (quando ne avevano una), duri e intrasigenti, spesso anarchici e qualche volta guasconi. Una carrellata che ripropone la lettura romantica della rivoluzione, fuori moda quanto lo sono le rivoluzioni; attuale ed educativa come l'immagine simbolica dell'uomo solo che dice di no, non curante di quale sia il prezzo. Alcuni omaggi che ho gradito particolarmente come quello ad Argo Secondari, fondatore degli Arditi del Popolo, e un inaspettato deragliamento dal binario politico e sociale con la lunga narrazione sulla ribellione tout court in memoria di Jim Morrison, col suo doppio nell'autodistruzione e la sua corsa oltre i confini della morale comune. Un libretto agile che Cacucci sembra scrivere in buona parte per se stesso, scavando tra i suoi miti politici meno noti e omaggiando nel finale un poeta maledetto, perduto per un sentiero lungo il quale nemmeno l'ammiratore piu' fedele avrebbe potuto seguirlo.
Voto:
6