
Markus Heitz, pp. 635
Editrice Nord, Euri 19,90
Il genere fantasy propone una quantità inaudita di pessimi libri, pessimi autori e pessime saghe, per questo pur essendone un lettore piuttosto accanito aspetto sempre qualche conferma prima di cominciare una nuova lettura. Heitz, che ha avuto un grosso successo in Germania ed è ben recensito dai lettori anche qui, non è tra i pessimi scrittori né particolarmente brutto o noioso è questo primo romanzo della saga, tuttavia non condivido neppure gli entusiasmi che ha generato altrove. Le cinque stirpi si legge bene e scorre via facile, alcuni personaggi sono divertenti e ben collocati e l'idea di incentrare la saga sulla razza ben descritta dei nani , altrove quasi sempre marginale, funziona dall'inizio alla fine, gli elementi di originalità però si esauriscono tutti in questa scelta. L'ambientazione segue pedissequamente il registro tolkeniano, con oltre mezzo secolo di ritardo e senza conservarne minimamente lo spessore e la drammaticità, fino al punto da poter sovrapporre quasi interamente personaggi e vicende dell'uno a quelli dell'altro. Le assonanze cominciano fin dall'ambientazione nella Terra Nascosta che richiama in modo diretto la Terra di Mezzo , proseguono con le similitudini tra il mago buono e protettivo Lot-Ionan e Gandalf, tra lo stregone traditore Nudin che cambia nome in Nod'on il duplice e Saruman che si trasforma nel multicolore, tra Sauron e le sue orde orchesche e l'entità demoniaca della Terra Estinta e le sue identiche orde... e si potrebbe continuare piuttosto a lungo. Il fantasy come altri generi ha naturalmente i suoi tòpoi tratti prevalentemente dall' intreccio tra la favola e l'epica e dall'immaginario tolkeniano stesso che ne costituisce un classico assoluto, universalmente noto e riconosciuto tale. Per questo forse non si dovrebbe pretendere l'originalità a tutti i costi, tuttavia Heitz sotto questo aspetto non si assume praticamente nessun rischio e nei confronti del Signore degli Anelli fa qualcosa di più simile a colorare diversamente il disegno tracciato da un altro che limitarsi a rendere omaggio a un classico. Altra nota negativa è la prevedibilità dell'epilogo di certe sottovicende e del finale: il lettore normodotato arriverà a risolvere l'inganno alcune centinaia di pagine prima rispetto ai protagonisti.
E' già un paio di volte che mi trovo in libreria a soppesare la "Guerra dei nani", il secondo libro della saga(*), come fossi al mercato con in mano un frutto tutto sommato di mio gusto, ma costoso e visibilemente acerbo. Magari quando avrò tempo e voglia di leggere una favola accattivante e leggera che non riserva troppe sorprese, potrei decidere di acquistarlo.
Voto: 6+
(*)Le cinque stirpi può essere letto come una storia a sé stante.