
Desmond Morris, pp.269
Bompiani Tasc., EURI 8,2
Sì lo so, è un testo datato e risale agli anni sessanta, quando il famoso etologo-antropologo (e pittore surrealista stando a Wiki...) decise di affrontare lo studio dell'essere umano per quel che è: l'ultimo modello di scimmione, tutto nuovo e migliorato, che madre natura si è arrischiata a selezionare. Forte della propria esperienza nello studio delle circa 250 specie di primati, Morris decide di osservare l'Homo Sapiens dal punro di vista zoologico e comportamentale, indagando con piglio e metodo rigorosamente darwinisti le possibili ragioni evolutive delle sue caratteristiche peculiari. Se ci si pensa, infatti, la pretesa di molta psicologia di voler spiegare le ragioni recondite del comportamente umano a partire dalle attuali complessità sociali, culturali e intellettive appare utile quanto l'idea di voler costruire una casa partendo dal tetto . Sorvolo poi su tutta la psicologia simbolica e archetipica, che non ho mai capito cosa intenda dimostrare... Jung era un uomo simpatico e pieno di immaginazione, ma resto convinto che si sarebbe espresso meglio come poeta esoterico, continuando a fare il medico a tempo perso, piuttosto che come studioso teorico della psiche umana. Se delle origini dell'uomo qualcosa sappiamo per certo è proprio che esso è un animale, che come tutti gli animali si è evoluto per selezione naturale, lottando con l'ambiente e selezionando i caratteri genetici migliori a partire da un antenato comune con i primati che, in ultima analisi, ci apparirebbe oggi come una sottotipo di scimmia. Se un approccio di tal fatta, che parta appunto da questa realtà inoppugnabile ( no, il creazionismo NON E' UN OBIEZIONE SERIA ), di certo non esaurisce la complessità umana è anche evidente di come esso sia l'unico in grado di indagarne correttamente le fondamenta, il sostrato e quegli istinti inconsci, proprio perché precedenti alla concienza di sé tipica dell' intelligenza umana, che non siamo in grado di decodificare in modo immediato. Sessualità, socialità, caratteristiche fisiologiche, atteggiamenti mentali e comportamenti andrebbero studiati a partire da queste premesse sulle quali, in un secondo momento, si sono sviluppate le caratteristiche che ci contraddistinguono oggi dai nostri cugini rivestiti di pelo. Saggio interessante, ben scritto, ironico quando necessario e straordinariamente convincente malgrado, questo è inevitabile, in tali ambiti ci si debba muovere necessariamente per ipotesi.
Voto:
8